mostra

“DARE-DARE” | Pittura su tela e su vetro di Marie Helene Fabra

daredare“…….A settembre dell’anno scorso ho partecipato ad una formazione per lavorare il vetro alla scuola Abate Zanetti. Ogni giorno prendevo il vaporetto a Madonna dell’Orto e guardavo l’acqua, il cielo, gli aerei che atterravano, la sagoma dell’isola dei morti, le facciate rosse delle case. Ogni giorno mi dicevo che ero circondata dalla bellezza.
Una domenica mattina sono uscita a comprare il pane. La panetteria era chiusa. Sono passata davanti al ´Paradiso perduto’. Ho domandato dove potevo trovare una panetteria aperta. Maurizio, il proprietario del ristorante, mi ha dato un grosso pezzo di pane. C’era il sole. Abbiamo parlato seduti fuori davanti a un caffé. Gli ho detto che sono pittrice, che abito a Parigi e che stavo seguendo dei corsi a Murano.Lui mi ha risposto che se il mio lavoro gli piaceva, avrebbe potuto esporre i miei quadri. Gli ho mostrato un piccolo personaggio di vetro appena uscito dal forno. Ha detto d’accordo.
A Parigi ho pensato che avrei potuto presentare anche qualche tela, per dare un po’ di colore. Allora ho scelto dei piccoli quadri che si ispirano al Carnevale di James Ensor”.
In francese dare-dare vuol dire che bisogna sbrigarsi. É un’espressione un po’ desueta che usava mio nonno e siccome non capivo bene cosa volesse dire, credevo che fosse un mostro che si arrabbiava quando i bambini non obbedivano velocemente. Da allora è passato del tempo. É da tanto che Dare-dare non mi fa piú correre urlando di paura e di eccitazione nel giardino dei miei nonni. Immaginavo che Dare-dare vivesse in un lago le cui acque venivano a rinfrangersi ai piedi della scalinata del giardino e che m’impedivano di avvicinarlo da sola “perché l’acqua é pericolosa per i bambini piccoli”. Per forza qui a Venezia mi é ritornato in mente.

I personaggi in vetro e quelli dipinti sono tutti degli ibridi, un po’ di acqua, un po’ di fuoco, un po’ morti, un po’ vivi: assomigliano tutti a Dare-dare.

Inaugurazione venerdì 24 ottobre ore 18.00.

MOSTRA DI PITTURE DI FRANCESCO SECHI

Francesco SechiIl Paradiso Perduto è lieto di presentare la mostra di pitture di Francesco Sechi. Inaugurazione Domenica 15 Giugno ore 18.00

La serie di quadri che Francesco Sechi presenta in questa mostra nasce dal desiderio di riannodare i fili della storia del proprio vissuto, e della propria arte, in un ambiente propizio, uno scrigno magico a dispetto del tempo, una Venezia dentro Venezia stessa che è il Paradiso Perduto.

Francesco è un pittore in costante movimento, prima da studente dell’Accademia di Belle Arti attraverso l’Adriatico, poi verso la Germania dove ha deciso di costruire il mondo dei suoi affetti e di lavoro. E’ un esploratore di molteplici modalità espressive, pittura, grafica, Abdruck, arte ambientale… da sempre affascinato dalla mutevolezza delle forme, dei colori e delle possibilità inseguendo in questo suo modo di operare ciò che la natura lagunare suggerisce ad ogni persona dotata di spirito esplorativo: nulla è stabile e finito, tutto è connesso a tutto e “no sta mai fermo!”.

Compito alquanto arduo dipingere le cose che si muovono. Ci vuole una buona dose di azzardo ma sopratutto essere veloci per sorprendere le immagini quando meno se l’aspettano. Salire sopra la città su un pallone aerostatico, diventare un gabbiano, planare sopra la laguna in un sogno di artista e poeta come Jacopo de’ Barbari, insuperabile vedutista aereo, o come ignoti scalpellini artefici delle metope-isole all’Arsenale di Venezia. Ci vuole davvero un sogno d’amore che da Stoccarda raggiunge Venezia e le sue isole facendole diventare piccole gemme di poesia nella forma e nel colore.
La particolarità dell’arte di Francesco Sechi consiste però anche in un altro dato apparentemente dissonante. Una certa tendenza espressionista già latente durante gli studi veneziani è andata rafforzandosi negli anni dell’Accademia di Stoccarda. Una composizione incisiva assieme alla preferenza per un’inquadratura dinamica del soggetto sono senz’altro frutti di quelle “interferenze” tra il “mondo germanico” e quello veneto di cui Albrecht Durer fu il maestro di primissimo livello. Non è con la “durezza” che Francesco dipinge le isole veneziane, ma con la morbidezza cromatica che trasfigura le “cattedrali” del Nord.

sergej glinkov
Trieste, maggio 2014

ANIMALIA | MOSTRA DI PITTURE DI LORENZO MARABINI

PARADISO_LOC_2_osteria_WEBAnimalia è una serie di tele combinate fra loro, Dittici che offrono allo sguardo mostri fantastici e grotteschi come furono in epoca antica le rappresentazioni di un mondo meraviglioso, mitologico, abitato da satiri, centauri, unicorni, fauni, tritoni e sirene…. Simboli di un universo riconciliato quale sembra essere quello riscoperto dalla Fisica moderna, in cui tutti i corpi vivi sono in costante e dinamico interscambio tra loro e con il mondo inanimato. Nel mix ironico di soggetti tra loro diversi, da Animalia emerge anche un’anima Pop dove il mondo animale è intenso come bene indiscriminato di consumo ed oggetto del desiderio. Capita, così, che in Animalia si trovino incroci bizzarri come ad esempio tra un cuoco ed un polpo, una vacca ed una bistecca fiorentina, una quaglia ed un coniglio, una chela di aragosta ed un’orata, una ballerina ed una sardina, ecc, ecc…

VERNICE: “VELENO VENEZIANO” pitture di Antoine Demoulin

Giovedì 21 febbraio alle ore 18.00 inaugurazione della mostra di pitture dell’artista belga Antoine Demoulin, intitolata “Veleno Veneziano”.
venise-webFondamente-Misericordia

Venin de Venise
Tu coules dans mea veines
Tu me perds, je me retrouve,
Tu m’évapores.
Venin de Venise,
Tu es la Ville ressemblante.
Venin de Venise, Je reviens…

Antoine Demoulin

In esposizione dal 21 al 27 febbraio 2013

Sito web dell’artista: http://www.antoinedemoulin.be