MOSTRA DI PITTURE DI FRANCESCO SECHI

Francesco SechiIl Paradiso Perduto è lieto di presentare la mostra di pitture di Francesco Sechi. Inaugurazione Domenica 15 Giugno ore 18.00

La serie di quadri che Francesco Sechi presenta in questa mostra nasce dal desiderio di riannodare i fili della storia del proprio vissuto, e della propria arte, in un ambiente propizio, uno scrigno magico a dispetto del tempo, una Venezia dentro Venezia stessa che è il Paradiso Perduto.

Francesco è un pittore in costante movimento, prima da studente dell’Accademia di Belle Arti attraverso l’Adriatico, poi verso la Germania dove ha deciso di costruire il mondo dei suoi affetti e di lavoro. E’ un esploratore di molteplici modalità espressive, pittura, grafica, Abdruck, arte ambientale… da sempre affascinato dalla mutevolezza delle forme, dei colori e delle possibilità inseguendo in questo suo modo di operare ciò che la natura lagunare suggerisce ad ogni persona dotata di spirito esplorativo: nulla è stabile e finito, tutto è connesso a tutto e “no sta mai fermo!”.

Compito alquanto arduo dipingere le cose che si muovono. Ci vuole una buona dose di azzardo ma sopratutto essere veloci per sorprendere le immagini quando meno se l’aspettano. Salire sopra la città su un pallone aerostatico, diventare un gabbiano, planare sopra la laguna in un sogno di artista e poeta come Jacopo de’ Barbari, insuperabile vedutista aereo, o come ignoti scalpellini artefici delle metope-isole all’Arsenale di Venezia. Ci vuole davvero un sogno d’amore che da Stoccarda raggiunge Venezia e le sue isole facendole diventare piccole gemme di poesia nella forma e nel colore.
La particolarità dell’arte di Francesco Sechi consiste però anche in un altro dato apparentemente dissonante. Una certa tendenza espressionista già latente durante gli studi veneziani è andata rafforzandosi negli anni dell’Accademia di Stoccarda. Una composizione incisiva assieme alla preferenza per un’inquadratura dinamica del soggetto sono senz’altro frutti di quelle “interferenze” tra il “mondo germanico” e quello veneto di cui Albrecht Durer fu il maestro di primissimo livello. Non è con la “durezza” che Francesco dipinge le isole veneziane, ma con la morbidezza cromatica che trasfigura le “cattedrali” del Nord.

sergej glinkov
Trieste, maggio 2014

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