Un soluzione positiva per la viabilità in “Canal Grande” pensando al “Bello”

san-cristoforo-san-michele-and-murano-seen-from-the-fondamenta-nuove-1760Ho conosciuto due giovani brillanti architetti parigini Margot Crayssac, e Valentin Poulet, compagni di studio e di vita.
Il loro progetto, mi è molto piaciuto. Propongono di spostare tutti i posti barca, dal canal grande ad altre darsene, tronchetto, e fondamenta nuove, dove finalmente, fare benzina, sarebbe meno pericoloso.
Le darsene richiederebbero uno sbarramento, che limiterebbe il moto ondoso, spesso pericoloso, sia in “fondamenta nuove”, che al distributore di benzian in” baia del re”. Banale ma non per i cittadini, che assistono ad opere faraoniche, ma fare benzina è scomodo e rischioso e lo spazio per darsene,” finalmente” per i cittadini, lungo le fondamenta nuove, baia del re, c’è. Tornando al “canal grande” è assurdo, che posti barca di 11—14 metri limitino la viabilità del canal grande. Quindi propongono, di liberare gli spazi con giusta alternativa, lasciando solo le gondole e concentrare i taxi verso piazzale roma, rio della scomenzera, s. Marta, fondamenta nuove, baia del re.
E qui viene il bello dell’ idea progetto.
Costruire un banchina galleggiante, lungo i due lati del canal grande, larga due metri e cinquanta, m.2,5. Lasciando spazi di accesso ai canali. Il primo effetto positivo, sarebbe quello di poter facilmente scaricare le merci, che ora come ora, bisogna essere stati trasportatori, per sapere quanto è difficile e faticoso lavorare, scaricare, con pochi e mal messi pontili. Un altro effetto positivo, sarebbe quello di frangere il moto ondoso di un numero eccessivo, di natanti in particolare, taxi che hanno scafo planante, sbagliato per Venezia, (come diceva il grande maestro Giovanni Giupponi) perchè è uno scafo che in velocità fa meno onde, di quando va piano a 7 nodi, è un’ala. Un pontile galleggiante limiterebbe i danni, a palazzi, scalinate e fondamenta, sul canal grande. Il terzo giovamento, il più bello, consentirebbe una passeggiata,sull’acqua dolce e romantica, pur usando i ponti esistenti o dei ponticelli metallici di sicurezza, (tutti costerebbero 5 scalini del ponte di calatrava) scaricando le salizade, i percorsi, ormai impraticabili dai cittadini, per una massa turistica insostenibile, tendente ad aumentare esponenzialmente, una piccola opera, funzionale, divertente e finalmente “Bella”. Maurizio Adamo

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